Annoiato dalle banalita’ diffuse
sulle varie reti che compongono la televisione
italiana, decido di selezionare dalle
mie collezioni private un polveroso
vhs “nostrano” prodotto
nel 2000 dalla Avo Film, contenente
una pellicola girata alla fine degli
anni settanta: “Le braghe del
padrone”, un film tratto dal romanzo
omonimo di Terzoli e Vaime.
Tutta
la vicenda inizia con un incontro casuale
in una toilette fra il capo delle “Supreme
Edizioni”, tale Eugenio, personaggio
cinico e volgare interpretato da Aldolfo
Celi, e Vittorio Pieroni (Enrico Montesano),
modesto pulitore di vetri che entra
a far parte dell’azienda come
matricola numero duemila, numero minimo
da raggiungere per garantire il buon
funzionamento del cervellone elettronico
acquistato a suon di milioni, dall’insignificante
Vicepresidente De Dominicis.
Enrico Montesano, diretto da Flavio
Mogherini, aiutato dal diavolo tentatore
riesce a compiere una scalata professionale
a dir poco sensazionale, dando non poco
filo da torcere ai dirigenti aziendali,
sempre pronti a distribuire colpi bassi
al prossimo come recita il detto: “morte
tua vita mea”.
Naturalmente, alla fine il buon Pieroni,
da questa “partnership indiavolata”
rimarra’ scottato, tentera’
addirittura il suicidio gettandosi da
un ponte, ma non per questo rifiutera’
nuovamente i consigli diabolici del
perfido amico in cerca di nuove vittime…
Un
storia che dovrebbe aiutarci a riflettere
riassunta in novantasei minuti piacevoli,
da trascorrere incollati al teleschermo
con un Montesano grandioso. Bellissima
la scena della prova del QI (quoziente
intelligenza), quando l’esaminatore
chiede: “Mi dica l’infinito
di Leopardi!”
L’acuto Pieroni, senza pensarci
due volte risponde: “Leopardare”.
Il
commento musicale al film, ovvero la
colonna sonora e’ affidata al
maestro Riz Ortolani.
Buona primavera a tutti.
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