Abbiamo
intervistato i mitici TTV djs, grandi
protagonisti della nightlife torinese....
Come
nasce il progetto TTV?
Siamo
sempre stati attratti dal mondo della
musica, dei suoni e dell' audio. Già
da bambini giocavamo con registratori,
giradischi, microfoni, strumenti vari....
Ai tempi del liceo diffondevamo la
nostra musica dalle frequenze di una
radio locale, la mitica Radio BlackOut.
In diversi cominciarono a chiederci
di mettere musica alle loro feste,
poi il primo ingaggio in uno dei locali
più all' avanguardia del periodo,
l' Azimut. Nel 1998 decidemmo quindi
di formalizzare tutto ciò in
qualcosa che unisse e valorizzasse
la passione di entrambi. Così
nacquero i TTV.
Come
definireste il vostro stile musicale?
Il
nostro stile è decisamente
trasversale: ci piace la buona musica.
Per le nostre scelte attingiamo dal
Jazz, dal Funk, dalla musica Brasiliana,
dalla Disco underground anni 70 e
primi 80, dalla Deep House fino all'
Elettronica. Proponiamo i nostri set
con l’ idea di abbattere le
barriere temporali, alternando costantemente
sonorità del passato con quelle
attuali. Ecco perché ci piace
definire il nostro suono come «vintage
and future rare groove».
"Jazz
set" a Le Méridien Turin
Art+Tech: come ci si sente a suonare
in questo "gioiello" architettonico
realizzato da Renzo Piano?
Ci
si sente bene. La location è
affascinante e fuori dagli schemi,
gli ospiti che accoglie arrivano da
ogni parte del mondo. Turisti, businessman,
artisti, personaggi dello spettacolo,
musicisti e dj si mischiano con i
clienti torinesi. Insomma, i nostri
set (qui votati al jazz in tutte le
sue sfumature) devono essere all’
altezza dell' atmosfera internazionale
che si respira in questo avveniristico
hotel e dei non rari eventi che vi
si celebrano.
Anche dal punto di vista tecnico siamo
molto soddisfatti. Noi stessi ci siamo
occupati dell' impianto di diffusione
e della console, sicuri che l' attenzione
alla qualità sonora sia il
punto di partenza per far apprezzare
al meglio il nostro lavoro. Ecco perché
oltre a fare i dj siamo spesso interpellati
come consulenti per impianti audio...
Qual'è
la location ideale per il vostro sound?
Non
amiamo le grandi discoteche, siamo
decisamente orientati al club. Un
dancefloor raccolto e un' atmosfera
calda sono le caratteristiche che
cerchiamo in un locale. Amiamo quei
luoghi frequentati da un pubblico
con una mentalità aperta, che
non cercano un intrattenimento “standard”
proposto da “animatori - jukebox”,
ma che ricercano e sono ben disposti
a farsi trascinare dalla selezione
di un dj che sa trasmettere buone
vibrazioni con originalità.
E questo tipo di pubblico è
più numeroso di quello che
si possa pensare...
Collaborate
con qualche web-radio?
Ogni
tanto un nostro set passa in qualche
web radio o in una radio tradizionale.
Ma siamo molto parchi nella produzione
di mixati. Quando siamo più
che sicuri che vadano bene, allora
li facciamo ascoltare. Ora però
riguardo alle web radio abbiamo in
mente qualcosa di nostro, ma per ora
è assolutamente top secret...
Dal
1998 ad oggi, come si è evoluta
la club culture a Torino?
Più
che un’evoluzione della club
culture abbiamo osservato un’
evoluzione del club business.
Il pubblico dal '98 è nel complesso
aumentato, ma non crediamo tantissimo.
Non quanto almeno è aumentata
la concorrenza fra gli operatori del
settore. Sicuramente quelle che un
tempo erano realtà più
di nicchia e underground sono emerse,
si sono strutturate e consolidate
ed hanno cominciato ad interessare
sempre più persone. Le organizzazioni
più grosse, quelle che hanno
sempre riempito le grandi discoteche
dove si ascolta musica più
commerciale per intenderci, non sono
state certo ferme a guardare e hanno
cominciato anche loro a proporre serate
più “club-oriented”.
In questo clima di accesa concorrenza
fra le varie fazioni, abbiamo potuto
assistere ad una sorta di competizione
portata avanti a colpi di star del
clubbing internazionale. Ogni settimana
suonano nella nostra città
ospiti di grande richiamo e dj stranieri
meno conosciuti ma molto interessanti
sul piano artistico. Se da una parte
questa esterofilia spinta soffoca
un poco i dj e i musicisti locali,
dall’ altra permette proprio
a questi di vedere al lavoro e confrontarsi
con artisti provenienti da tutto il
mondo. Inoltre fa crescere sempre
più l’ attenzione su
Torino come importante polo del clubbing
in Italia e in Europa.
Non si può certo dire che oggi
clubbing cittadino non svolga un sostanzioso
ruolo economico e non contribuisca
ad alimentare un importante fervore
culturale.
Diciamo che se manca qualcosa, è
che dobbiamo imparare a coltivare
maggiormente le realtà locali
e cominciare ad esportarle...
Avete
un sogno nel cassetto che volete realizzare?
Sogni
nel cassetto ne abbiamo tanti, alcuni
li abbiamo già realizzati e
ne siamo davvero contenti. Ci riteniamo
molto fortunati. Ora non ci resta
che battere sul ferro caldo e continuare
sulla strada che abbiamo intrapreso.
Fino ad ora ci ha portato ottime cose.
Visita il sito web di TTV djs
Intervista realizzata da Monica Venti
Data: maggio 2007